l'ovicoltura nel lazio

olivicoltura nel lazio

Gran parte del paesaggio agricolo laziale è caratterizzata dalla diffusione capillare dell’olivo: con oltre circa 81 mila ettari di superficie, più di 350 frantoi e circa 128 mila aziende coinvolte, il Lazio è tra le 5 principali regioni italiane produttrici di olio di oliva.

Oltre alla quantità, la produzione olivicola regionale è caratterizzata soprattutto dalle elevate qualità organolettiche degli oli extravergini dei diversi areali di coltivazione.

Sono ben 16 le vigorose varietà di ulivi selezionate dall’ARSIAL che compongono questo variegato mosaico produttivo e che sono alla base delle 4 DOP, vere eccellenze laziali: Sabina, Canino, Tuscia, Colline Pontine. A cui si aggiungono gli 8 oli E.V.O. monovarietali censiti tra le produzioni agroalimentari tradizionali della regione: Carboncella, Ciera, Itrana, Marina, Olivastrone, Rosciola, Salviana e Sirole.

Un’importanza che affonda le proprie radici nella storia e nella cultura regionale, addirittura risalente agli Etruschi ed ai Romani, ma che oggi è fondamentale per l’economia locale, anche in chiave di sviluppo del turismo enogastronomico, ed è coinvolta in un processo di rinnovamento e miglioramento teso ad una sempre maggiore sostenibilità e riconoscibilità.

GLI OLI E.V.O. A DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA DEL LAZIO

Per essere D.O.P., un olio deve avere due elementi importanti:

1) tutto quello che caratterizza quel particolare olio deve essere dovuto alla zona geografica d’appartenenza;

2) tutti i processi produttivi che portano all’olio sono compiuti, elaborati in una determinata area geografica, assumendone le specificità.

Il rispetto delle stringenti regole previste nel Disciplinare di Produzione (che contiene tutte le norme da rispettare per la coltivazione dell’oliveto, la raccolta dell’oliva, il confezionamento dell’olio, l’acidità, i tempi…) viene controllato da un Ente di Certificazione indipendente incaricato dal MiPAAF.

Una certificazione concessa dall’Unione Europea, ma non a tutti: in Italia esistono 39 oli riconosciuti D.O.P. e di questi ben 4 sono nel Lazio.

  • Sabina
  • Canino
  • Tuscia
  • Colline Pontine

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DEL 21 DICEMBRE 2020

sabina dop

La DOP Sabina, riconosciuta dal 1996, è un olio extravergine che si ottiene dalle seguenti varietà di olive: Carboncella, Leccino, Raja, Pendolino, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Salviana, Olivago e Rosciola per almeno il 75%, mentre il restante 25% deriva da altre qualità.

Areale di produzione

È caratteristico della zona denominata Sabina, e comprende un territorio collinare che copre 11 comuni di Roma e 32 della provincia di Rieti (una volta era occupato dagli antichi Sabini) caratterizzato da un terreno va dal bruno calcareo al bruno mediterraneo e dal clima sempre molto equilibrato.

Metodo di produzione e caratteristiche al consumo

Tutto il procedimento di frangitura è eseguito nel territorio geografico di coltivazione delle olive e la resa massima delle olive in olio non può superare il 25%. La coltivazione degli uliveti deve essere realizzata senza forzature e con tecniche che non alterino le qualità e le caratteristiche dei frutti. L’olio della Sabina si contraddistingue per il colore giallo-verde con sfumature oro ed un sapore fruttato, uniforme e aromatico. Gli oli più giovani sono caratterizzati da un retrogusto piccante. Infine, l’acidità massima totale espressa in acido oleico, non è superiore a 0,6 grammi per 100 grammi di olio.

 

Scarica il Disciplinare di produzione dell’olio e.v.o. Sabina DOP

    canino dop

    La DOP Canino, riconosciuta dal 1996, riguarda l’olio extravergine che si ottiene dalle seguenti varietà di oliva: “Caninese” e cloni derivati, “Leccino”, “Pendolino”, “Maurino” e “Frantoio”.

    Areale di produzione

    È tipico della provincia di Viterbo, in una zona caratterizzata da terreni di origine vulcanica e terreni calcarei che già gli antichi Etruschi avevano destinato all’olivicoltura. L’area in cui viene prodotto, chiamata Maremma Laziale comprende i comuni di Canino, Cellere, Arlena, Farnese, Ischia di Castro, Tessannano, in parte Tuscania, e Montalto di Castro, per una superficie di circa 30mila ettari.

    Metodo di produzione e caratteristiche al consumo

    La raccolta è manuale e viene fatta tra la fine di ottobre e la metà di gennaio, mentre la molitura deve avvenire entro 24 ore dalla raccolta. Il risultato finale è pari a circa 8 mila ettolitri di olio. Tutto il procedimento di estrazione deve essere effettuato con processi meccanici e fisici che non alterino le qualità dei frutti.

    Quando è immesso al consumo, l’olio extravergine Canino è di color verde smeraldo con riflessi dorati, il sapore è deciso con un retrogusto amaro e piccante unito ad un odore fruttato. L’acidità deve essere compresa tra 0,15 e 0,5, tra le più basse in Italia.

    Tipologia di Confezionamento

    L’olio extravergine Canino è immesso al consumo con la confezione stabilita dal disciplinare. Il logo rappresenta un cane rampante bianco ed un rametto con olive su uno sfondo celeste sfumante al chiaro, racchiusi in un contorno di colore grigio a forma di anfora con tre gigli disegnati.

    Scarica il Disciplinare di produzione dell’olio e.v.o. Canino DOP

      tuscia dop

      La DOP Tuscia, riconosciuta dal 2005, si riferisce ad un olio extravergine che si ottiene da differenti varietà, quali il Frantoio, il Caninese e il Leccino (per il 90%); il restante 10% può essere rappresentato da altre varietà di olive.

      Areale di produzione

      È caratteristico della provincia di Viterbo e il territorio destinato alla coltivazione degli olivi copre ben 52 comuni, nelle sottozone dei Colli Cimini, Collina Viterbese e Lago di Bolsena.

      Metodo di produzione e caratteristiche al consumo

      La coltivazione viene effettuata con tecniche tradizionali, con una concimazione di tipo naturale e organica e una potatura annuale. La raccolta avviene entro il 20 dicembre per le olive precoci ed entro il 15 gennaio per le altre tipologie di olive. Le olive sono raccolte a mano e trasportate in contenitori appositi per non alterarne le qualità.

      Quando è immesso al consumo, l’olio presenta le seguenti caratteristiche: è colore verde smeraldo con riflessi dorati e ha un sapore fruttato con un retrogusto amaro e piccante. Il processo di frangitura avviene secondo una procedura consolidata che esalta le note distintive dell’olio. Dopo la selezione, la cernita e la pulitura dalle foglie, le olive sono lavate con acqua potabile a temperatura ambiente e la gramolatura avviene a una temperatura non superiore ai 30°C, per un tempo inferiore ai 60 minuti. L’olio Tuscia è caratterizzato da un sapore spiccato e una bassa acidità (circa 0,3), e il colore è verde smeraldo, il retrogusto è amaro e piccante. Gli oli ricavati possono essere di gusto leggermente diverso, visto che dipende dalle varietà di olive impiegate.

      Tipologia di Confezionamento

      L’olio extravergine Tuscia si riconosce dal tipico contrassegno e dall’etichetta contenente la denominazione a caratteri chiari e indelebili e l’anno di produzione delle olive. I recipienti in cui è confezionato l’olio extravergine di oliva DOP Tuscia ai fini dell’immissione al consumo devono essere in vetro o in lamina metallica stagnata di capacità non superiore ai 5 litri.

      Scarica il Disciplinare di produzione dell’olio e.v.o. Tuscia DOP

        colline pontine dop

        La DOP Canino, riconosciuta dal 1996, riguarda l’olio extravergine che si ottiene dalle seguenti varietà di oliva: “Caninese” e cloni derivati, “Leccino”, “Pendolino”, “Maurino” e “Frantoio”.

        Areale di produzione

        È tipico della provincia di Viterbo, in una zona caratterizzata da terreni di origine vulcanica e terreni calcarei che già gli antichi Etruschi avevano destinato all’olivicoltura. L’area in cui viene prodotto, chiamata Maremma Laziale comprende i comuni di Canino, Cellere, Arlena, Farnese, Ischia di Castro, Tessannano, in parte Tuscania, e Montalto di Castro, per una superficie di circa 30mila ettari.

        Metodo di produzione e caratteristiche al consumo

        La raccolta è manuale e viene fatta tra la fine di ottobre e la metà di gennaio, mentre la molitura deve avvenire entro 24 ore dalla raccolta. Il risultato finale è pari a circa 8 mila ettolitri di olio. Tutto il procedimento di estrazione deve essere effettuato con processi meccanici e fisici che non alterino le qualità dei frutti.

        Quando è immesso al consumo, l’olio extravergine Canino è di color verde smeraldo con riflessi dorati, il sapore è deciso con un retrogusto amaro e piccante unito ad un odore fruttato. L’acidità deve essere compresa tra 0,15 e 0,5, tra le più basse in Italia.

        Tipologia di Confezionamento

        L’olio extravergine Canino è immesso al consumo con la confezione stabilita dal disciplinare. Il logo rappresenta un cane rampante bianco ed un rametto con olive su uno sfondo celeste sfumante al chiaro, racchiusi in un contorno di colore grigio a forma di anfora con tre gigli disegnati.

        Scarica il Disciplinare di produzione dell’olio e.v.o. Canino DOP

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          Iniziativa realizzata con il contributo della Regione Lazio e di Lazio Innova ai sensi dell’avviso pubblicato sul BURL n.78 del 18/06/2020 CUP F86J20000910002